WORK IN PROGRESS: co-design session 20/21 November

WORK IN PROGRESS: co-design session 20/21 November

Lab5On Friday November 20th , the first day of the LabGov     weekend, was dedicated to the activities of co-design. The  labgovers listened the experiences carried out in the four sites of experimentation identified: Garbatella, Appia Antica, Ostia and Municipio V.

In each of the four areas, the new labgovers have visited some really active environments meeeting and their activators and founders. Together they reasoned about the difficulties they face every day and how to intervene to continue to carry on their efforts, with strong aggregation and deep innovation. At Garbatella, for example, they have been visited the co-working Millepiani, the CSOA La Strada and the FabLab. These collaborative spaces, as explained Maurizio Moretti, are signals of the needs and demand of citizens. In every field, they found more or less the same problematic situations, with this lack of dialogue with the administration every obstacles seems giant.

In particular, in the neighborhood a common good of cognitive nature of Ostia was identified, namely the Istituto Tecnico Urbani, a high school with great potential. It is a school characterized by a very proactive teaching body, but at the same time a place in unsuitable conditions, nearby a very large and completely abandoned park. The situation is further complicated by the detached school of Acilia, which has the same administration and headmaster that is facing enormous difficulties due to the management of the two institutions apart from each other. The idea is to intervene to make the most of these cognitive and cultural heritage useful for the students and citizens,most of the hardest part of the project is to find the necessary funds to buy the materials for the schools and teachers to enable them to work better.

Another school has been mapped Pisacane school in the district Prenestino, a real intercultural concentration in one of the Romans with the highest number of immigrants. In Municipio V, in addition to the school, other milestones have been the Alveare and the former factory Cantarini. The Alveare is one of the first co-working space with Babysitting in Rome, as the main problem of the allocation of space now expiring. you need to find a way clear and quick assignment of collaborative spaces to ensure the many citizens and professionals who revolve around them to continue their activities. Another stop on Municipio V has been precisely the former factory Cantarini, an abandoned industrial area in 2014 that could become an important resource for the whole neighborhood.

Finally, the inspection of the Appia Antica Park was primarily organized in three milestones: the first in the Hortus Urbis, not a simple garden! The Labgovers listened to the stories and experiences of some of the people who work there, it is a real place of integration and dissemination of knowledge. They were subsequently visited the Cartiera Latina, a structure which often hosts exhibitions and conferences, and the Casale di Vaccareccia, for now largely abandoned. They focused on another highly critical point of the park represented by the mobility obstacle, in particular cycling is practically impossible.

This was followed by a moment of co-design, during which the labgovers, having posted placards, each with a theme, started to write on post-its their ideas, highlighting on the critical issues, opportunities and actions to solve the various problematic ideas identified. Then a moment of confrontation follows with experts from various sectors, such as Roberta Franceschinelli, creator of the Culturability Competition for the foundation Unipolis, Prof. Luigi Corvo, who stressed the importance to intercept the civic need to intervene where there is a more concrete need.

This concept was then taken up by Michele Gradoli, who argued that the objective must be thought in concrete and deep manner with a strong knowledge of the places where you are going to work. Instead ,Nicola Cabria for Human Foundation invited the labgovers to take this model of analysis in all areas of life: turning problems into opportunities, reversing the negative situation into a positive is the best mantra.

The architect Eloisa Susanna recalled that the temporary use can be a very important tool for urban regeneration that allows the immediate reactivation of the abandoned areas.

The second day, November 21st, was divided into two parts: the first during which Giorgio De Finis, director of the MAAM (Museo dell’altro e dell’Altrove), told them about the Museum and its development, and second part during which the students, around the tables of co-design, continued to give shape to their ideas in the search for the termination to the problems and limits identified for each common good.

The tables of co-design and, more generally, these two days have shown what can be challenged, and what Rome really needs. All this first phase, in fact, served just to try to understand the city, its problems, its needs and desires. We understand that it will be a long and difficult process, but so worth it to wait and to get busy on.

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Sessione di co-progettazione del 20/21 Novembre

La prima giornata del workshop, venerdì 20 Novembre 2015, è stata dedicata alle attività di co-progettazione. I ragazzi hanno raccontato i sopralluoghi effettuati nei quattro cantieri di sperimentazione individuati: Garbatella, Appia Antica, Ostia e Municipio V.

In ciascuno dei quartieri, i nuovi labgovers hanno visitato alcune delle realtà attive e hanno conosciuto i loro attivatori; insieme hanno ragionato sulle difficoltà che incontrano ogni giorno e su come poter intervenire per continuare a svolgere le proprie funzioni di formazione, aggregazione e innovazione. A Garbatella, ad esempio, è stato visitato il co-working Millepiani, il CSOA La Strada e il FabLab. Questi spazi collaborativi, come ha spiegato in un secondo momento l’arch. Moretti, tra le loro funzioni hanno quella di segnalare i bisogni e le richieste dei cittadini. Riscontrano tutti più o meno la stessa problematicità, ovvero il mancato dialogo con l’ amministrazione, i cui tempi e meccanismi di funzionamento non sono altro che un ostacolo.

In particolare, nel quartiere di Ostia è stato individuato un bene comune di natura cognitiva, ovvero l’Istituto Tecnico Urbani. Si tratta di una scuola caratterizzata da un corpo docenti molto propositivo e desideroso di fare, ma al tempo stesso da luoghi in condizioni non idonee, ad esempio uno spazio verde, adiacente alla scuola, molto grande e completamente abbandonato. La situazione è resa ancor più complicata dalla sede distaccata di Acilia, che ha la stessa amministrazione che quindi incontra enormi difficoltà dovute anche alla gestione dei due istituti distanti l’uno dall’altro. Bisognerebbe intervenire e riuscire a sfruttare al meglio questi beni cognitivi e culturali e trovare i fondi necessari per acquistare i materiali utili agli studenti e ai docenti per metterli nelle condizioni di lavorare al meglio.

Altra scuola mappata è stata la scuola Pisacane, nel quartiere Prenestino-Centocelle, un vero e proprio presidio interculturale in uno dei quartieri romani con il più alto numero di immigrati. Nel Municipio V, oltre alla scuola, altre tappe sono state l’Alveare e l’ex fabbrica Cantarini. L’ Alveare è uno dei primi co-working con spazio baby di Roma, ha come problema principale quello dell’assegnazione di uno spazio ormai in scadenza. E’ necessario trovare una modalità chiara e rapida di assegnazione degli spazi collaborativi in modo da garantire ai tanti cittadini e professionisti che ruotano intorno ad essi di proseguire le loro attività. Altra tappa del Municipio V è stata appunto la ex fabbrica Cantarini, un’area industriale dismessa dal 2014 che potrebbe diventare una importante risorsa per tutto il quartiere.

Infine, ma non per questo meno importante, il sopralluogo nel Parco dell’Appia Antica organizzato essenzialmente in tre tappe: la prima nell’Hortus Urbis, non un semplice orto! Ascoltando le storie ed esperienze di alcuni dei soggetti che vi operano, si tratta di un vero e proprio luogo d’integrazione e diffusione di conoscenze. In seguito sono stati visitati la Cartiera Latina, struttura che ospita spesso mostre, convegni, (anche se va registrato un suo grande limite: l’assenza di un impianto di riscaldamento non ne consente il suo pieno utilizzo), ed il Casale della Vaccareccia, ormai per gran parte in stato di abbandono. Un’altra grande criticità del parco è rappresentata, inoltre, dalla mobilità, in particolare ciclabile, praticamente impossibilitata.

A ciò è seguito un momento di co-progettazione, durante il quale i ragazzi, dopo aver affisso dei cartelloni, ciascuno avente un tema, hanno iniziato a scrivere su dei post-it le loro idee, evidenziando le criticità, le opportunità e le azioni possibili per risolvere le varie problematicità individuate. A seguire un momento di confronto con esperti di vari settori come Roberta Franceschinelli, ideatrice del Concorso Culturability della fondazione Unipolis, il Prof. Luigi Corvo, che ha sottolineato l’ importanza di intercettare il bisogno civico e di intervenire laddove c’è una maggiore concretezza di intervento.

Quest’ultimo concetto è stato poi ripreso da Michele Gradoli, sostenendo che bisogna pensare all’obbiettivo in concreto e conoscere approfonditamente i posti su cui si sta andando a lavorare. Nicola Cabria, per Human Foundation, ha invitato i ragazzi ad assumere questo modello di analisi in ogni campo della vita: trasformando i problemi in opportunità, ribaltando la situazione negativa in positiva. L’architetto Eloisa Susanna ha ricordato come l’uso temporaneo possa essere uno strumento di rigenerazione urbana molto importante che consente la riattivazione immediata di spazi abbandonati, come ad esempio nel caso delle aree industriali dismesse e Maurizio Moretti di ADLM architetti ci ha mostrato in un video come questo tema potrebbe essere declinato all’interno del V Municipio.

La giornata successiva del 21 Novembre si è divisa in due momenti: un primo durante il quale Giorgio De Finis, direttore del MAAM (Museo dell’ Altro e del’Altrove), ha raccontato di come è nato il Museo e dei suoi sviluppi, ed un secondo momento durante il quale i ragazzi, attorno a dei tavoli di co-progettazione, hanno continuato a progettare, a dare una forma alle proprie idee nella ricerca di quella risolutiva per i problemi e limiti individuati per ciascun bene comune.

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I tavoli di co- progettazione e, più in generale, queste due giornate hanno dimostrato quanto possa essere stimolante ed efficiente unire le forze, ed è proprio quello di cui ha bisogno Roma. Tutta questa prima fase, infatti, è servita proprio a cercare di capire la città, i suoi problemi, i suoi bisogni e desideri, con la consapevolezza che sarà un processo lungo e difficile, ma per cui vale la pena di aspettare e soprattutto darsi da fare.

LEARN TO KNOW. Workshop November 13th: Mapping and understanding the territory.

LEARN TO KNOW. Workshop November 13th: Mapping and understanding the territory.

 

On 13 November at the LUISS Campus of Viale Romania, LabGovers met several experts who carried out in Rome  experiences of digital, institutional and scientific  mapping.

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With them they discussed on the importance of mapping as a tool of knowledge and reaserch on the territories, as well as an opportunity to adopt a different view and a chance to experiment alternative ways  to transform the city. Mapping means to find places, structures, realities and, consequently, activators of innovation. Namely those people who “lit the spark” transforming the urban assets (tangible and intangible) in commons. The first speaker was Ilaria Vitellio, urban planner and founder of Mappina, a platform of collaborative mapping that gives a different view on cultural cities through critical  contributions of its inhabitants. Her project was born in Naples, including 430 mappers, the core idea is to enable anyone to geotag photos, videos, sounds and texts to redefine the image of the city by its own subjects. Here mapping the city goes through a collective narrative experience. Mappina uses online activities, they organize several workshops on “mapping and re-imagining” the abandoned spaces to reclaim these places according to their actual needs and according to desires of the citizens. The collaborative mapping allows not only to read a map, but it can be rewritten based on the experiences and knowledge of the community on which it is tailored and to which it is addressed.

The evening continued with Liliana Grasso, Mattia Diletti, Silvia Lucciarini, researchers and coordinators of MappailPD, a project born with the aim of assessing the path of the Democratic Party in Rome.

This kind of method try to find the strengths and weaknesses, the good aspects as well as the negativities of the city, starting with the construction of a base-quantitative data analysis relative to the circles of the Democratic Party and economic and social areas of the city.

The main use of this PD maps is to identify for each area the ability to understand and represent the needs, especially the ones of the most vulnerable neighborhoods, they try to attract young people and their skills to adopt new participation methods.

The meeting then continued with Stefano Simoncini, speaker for the project RETER Mutazioni Urbane, an experiment of critical and collaborative mapping through an extensive network of local associations, committees, local authorities and university departments.

The labgovers had the opportunity to reflect on the complexity of the space that daily determines our lives conditioning our lifestyles and wellbeing. This “geosocial sphere” is a third space, where you can create a new dimension and protype a functional map for the territory in favor of collective intelligence. The discussion continued with Giulia Pietroletti, deputy in charge for the Public Administration in Rome. She told of this part of the city, the Municipio V, with the highest rate of immigrants for residents, characterized by a very active and proactive citizenship as a perfect field for experimentation. She showed us the “Charter of Regeneration” in which it were collected all the different realities of the City of Rome, divided into areas (natural, archaeological, historic) to preserve the need for care and attention of our heritage.

Therefore, there is an increasingly evidence that we need a new development model, which allows these places to become the cultural centers  for active citizenship and to see realized the desires of the citizens living in these degrading situations. Finally took the floor, Maurizio Moretti, creator of  a mapping work on the Municipio V, based on subsidiarity ,which showed this city as an example of active citizenship.

The problem is the fact that there is a tangible desire to reuse the abandoned spaces, but their problematic nature result by the fragmentation of responsibilities obstacle this idea of innovation. It is necessary, therefore, to intervene in these realities to implement democratic experimentalism and collaborative citizenship to create a real impact.

 

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CONOSCERE PER SAPERE

Workshop 13 novembre: La mappatura e lettura del territorio

 

13 NOV1Nella giornata del 13 Novembre, nella sede di Viale Romania della LUISS Guido Carli, i ragazzi di LabGov hanno incontrato diversi esperti, che hanno portato avanti a Roma esperienze di mappatura digitale, istituzionale e scientifica. Con loro hanno discusso e riflettuto sull’ importanza  Della mappatura come strumento di conoscenza e ascolto dei territori che apre ad un diverso sguardo, una occasione per sperimentare modi alternativi di attraversare e di trasformare la città.

 

Con questo termine si indica l’ individuazione di luoghi, strutture, realtà, e, di conseguenza, dei vari attivatori, ossia quelle persone che “accendono la scintilla” trasformando tali assets ( materiali e immateriali ) in beni comuni. Ed è importante per capire come si può e si deve intervenire al meglio.

La prima a prendere la parola è stata Ilaria Vitellio, urban planner e fondatrice di MappINA, una piattaforma di collaborative mapping che dà un’immagine culturale diversa delle città attraverso il contributo, critico ed operativo, dei suoi abitanti. Un progetto nato a Napoli, che prevede la partecipazione di 430 mappers, e che consente a chiunque di georeferenziare foto, video, suono e testi e che contribuisce a ridisegnare l’immagine della città ad opera dei suoi stessi abitanti. La mappatura intesa  quindi come narrazione collettiva. Alle attività on line vengono organizzati diversi laboratori di mappatura e di reimmaginazione degli spazi abbandonati con l’ obbiettivo di riappropriarsi di questi spazi ripensandoli secondo gli effettivi bisogni e desideri dei suoi abitanti. Si è discusso, poi, dei vari progetti di cui si è occupata e, più in generale, della collaborative mapping, una nuova attività che permette non soltanto di leggere una mappa, ma di poterla riscrivere in base alle esperienze e ai saperi della comunità su cui poggia e a cui si rivolge.

La riflessione è continuata con Liliana Grasso, Mattia Diletti, Silvia Lucciarini, ricercatori e coordinatori di MappailPD, progetto nato con l’ obiettivo di valutare l’operato del partito democratico a Roma una “mappatura” dei punti forza e di debolezza, del buono e del cattivo, dei singoli circoli della città. La mappatura è partita dalla costruzione di una base-dati quantitativa relativa ai circoli del PD e allo stato economico-sociale dei territori della città per poi individuare per ogni circolo la capacità di comprendere e rappresentare i fabbisogni, specie della parte più vulnerabile della città; di attrarre giovani e competenze; di adottare metodi nuovi di partecipazione. Per fare ciò è stato necessaria la diffusione di un questionario, per poter capire come intervenire e risolvere i punti deboli del partito.

È intervenuto, poi, Stefano Simoncini, che si occupa del progetto RETER Mutazione Urbane, un esperimento di cartografia critica e collaborativa in fase di realizzazione attraverso un’ampia rete territoriale di associazioni, comitati, enti locali, dipartimenti universitari già attivi in questo ambito o dotati di strumenti e banche dati utili. I ragazzi hanno avuto l’occasione di riflettere sulla complessità dello spazio, aumentata in seguito alla nascita -del web che contrapponendosi a quello concreto, della vita quotidiana determina condizionamenti non indifferenti.Il geosocial è una terza spazialità, dove è possibile creare una nuova dimensione e mappe funzionali al territorio in favore dell’intelligenza collettiva.

La discussione è proseguita con Giulia Pietroletti, Assessore all’ambiente, decoro, intercultura e innovazione nella Pubblica Amministrazione nel Municipio Roma V. Municipio con il più alto tasso di immigrati e residenti,  caratterizzato da una cittadinanza molto attiva e propositiva.  L’Assessore ci ha mostrato la Carta della Rigenerazione in cui sono state raccolte tutte le diverse realtà presenti nel Municipio, suddivise in aree da preservare ( aree naturalistiche, archeologiche, casali storici ) che necessitano di cura e attenzione, così da poter essere giustamente valorizzati, e di politiche attive così da poterne continuare a godere, noi e le generazioni future; e poi  aree da rigenerare come per indicare zone caratterizzate da parcheggi sotterranei ormai in stato di abbandono e da edifici municipali abbandonati e difficili da gestire. Vi sono poi anche altre zone del Municipio in gravi situazioni di degrado o abuso, basti pensare al Parco di Centocelle. È sempre più evidente, quindi, che c’è bisogno di un modello di sviluppo nuovo, che permetta, ad esempio, a questi luoghi di divenire dei poli culturali e di formazione e alla cittadinanza di vedere realizzato il proprio desiderio di non vivere più in situazioni degradanti che da molto, forse troppo tempo, caratterizzano quelle zone. Ha preso la parola, in seguito, Maurizio Moretti che ha proprio realizzato un lavoro di mappatura sul Municipio V, basato sulla sussidiarietà e dal quale è emerso un Municipio che si dovrebbe prendere come esempio di cittadinanza attiva.

Infatti il problema non è tanto il fatto che non ci sia la volontà di riutilizzare gli spazi in stati di abbandono, quanto, invece, le problematicità dell’ uso degli stessi  e la frammentazione delle competenze. È necessario, quindi, intervenire proprio in queste realtà già esistenti e bisognose cercando di attuare lo sperimentalismo democratico e collaborativo.

Travelers-farmers: a new face of sustainable agriculture!

Travelers-farmers: a new face of sustainable agriculture!

In a world where small realities, slow but intense development, good company and the pleasure to collaborate together sound like something that cannot achieve an optimal level of gain or success, the simple and daily examples of innovation are making the difference, indeed. An innovative idea came across the mind of courageous entrepreneurs to push again forward the boundaries of social innovation. In fact, if it is possible to think about sharing a car or a bike, or even a meal, why do not think about sharing work in a farm while having your vacation?

This is exactly what is happening in some innovative Italian farmhouses where people can experience the beauty of farm life in exchange for room and board, as a free vacation. This is the new face of rural tourism, a way to rediscover regional traditions, to see how the products of excellence of our cuisine are born and grow, to learn what means the fieldwork. Some people prefer to live the experience with the whole family, staying in educational farms, designed to introduce children to the rural world and its rhythms, through play. Others decide to enjoy this adventure alone and to get their hands dirty. This is the case of the most extreme agro-travelers, who leave the city and go to the countryside to help the Bio farms for free, in exchange for room and board in Spartan facilities.

WWOOF (World Wide opportunities on organic farms) is the network that represents them and that connects organic farms and available volunteers, just called wwoofers. One more chance to know people, cultures, environments, regions of the world and especially the techniques of natural agriculture. It’s plenty of these examples all over the Italian territory. At the ‘Oasi di Galbusera Bianca’, not far from Milan, you can participate in the collection of pears, apples, plums and herbs, while staying in a sustainable agricultural village, restored following the principles of bio-architecture, and surrounded by woods, hills and streams. At the ‘Fattoria Lara’, in Castiglione del Lago (PG), there is no lack of work, as you can cut wood during the olive harvest, and then plant, prune, and experience all kinds of related activities. The use of a small apartment with bathroom and kitchen is granted for all travelers. At the ‘Valli Unite di Costa Vescovato’ (AL), there is always need of help: for the grape harvest, cheese production, in organic fields’ cultivations. In a farm and petting zoo, near La Spezia, there are also forests to clean, vegetable gardens to hoe: a project that gives the possibility to teach children the secrets of the garden.

There are also farms independent from WWOOF’s circuit, that during peak workloads do not disdain help in the campaign. All over Italy, from Lombardy and Piedmont to Sicily, there are many places that are happy to share with tourists their experiences and daily work, and where tourists can help and learn unexpectable things such as the olive harvest, but also take care of the animals or help in the kitchen for making jams and homemade pasta.

And for those who prefer to make this experience with the whole family? There is plenty of choices. There are about 2,500 educational farms around Italy. Here the children can understand the main priciples of food sustainability. They can also learn how to make pizza, to hoe and plant the garden, to feed the animals, studying their social life, hierarchies and behavioural codes.

Others instead prefer a softer experience in the countryside, learning something new, without sacrificing comfort and maybe staying in old houses or restored farms. You can then experience the collection of the delicate saffron flowers and of the olives, while participating in the harvest and in cooking workshops to learn to make bread or the ricotta for the cannoli.

Surrounded by a landscape of rolling hills and plains interspersed with narrow gorges, all these experiences and good habits can be seen as a unique, great benefit for all: not only a way of remembering tradition and values, but also, and most of all, to learn again the joy of sharing experiences and collaborate for a good reason. In that case, it is completely free of charge but enormously profitable, something new that finds its roots in the olden days, something that teaches to both children and adults how to develop and spread sustainability and sharing values. All this before the rooster crows, of course!

 

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In un mondo dove le realtà più piccole, lo sviluppo lento ma intenso, la buona compagnia e il piacere di collaborare suonano come qualcosa che non può raggiungere un livello ottimale di guadagno e successo, esempi semplici e quotidiani di innovazione stanno facendo la differenza. Ad un gruppo di imprenditori coraggiosi è venuta in mente l’innovativa idea di condividere l’auto, la bicicletta. Perchè non pensare anche a condividere un’esperienza di lavoro in una fattoria mentre si è in vacanza?

E’ ciò che sta accadendo in alcune fattorie italiane dove la gente può sperimentare la bellezza della vita di campagna in cambio di un alloggio.

LOVEITALY!

LOVEITALY!

LOVEITALY! ORGANIZED A FOUNDRAISING COCKTAIL PARTY TO BRING THE SARCOPHAGUS OF PALAZZO CORSINI TO ITS ANCIENT GLORY

 

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LoveItaly!, which is a non-profit voluntary organization, has organized a fundraising Cocktail Party that was held in the famous Corsini Gallery on December 15th 2015 to restore the Imperial Age sarcophagus of Palazzo Corsini. The beneficiary of the evening’s proceeds is the prestigious Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro, whose students and staff will bring back this monument to its ancient splendour.

Wanting to enhance the value of the decorations and stories that decorate the surface of the sarcophagus, LoveItaly! has created a process of creative commons: an interactive game that promotes the common value of the sarcophagus. Their aim was to make people aware “that it is not an isolated piece of art without voice, but a living creature, that can communicate with us through the sight”.

LoveItaly! had encouraged to post every day from 5th to 12th December on Twitter and on our Facebook page a particular decoration of the sarcophagus using the hashtag #SarcophagusDiary. The players should “compose the virtual pages of a diary of ancient and contemporary memories, re-interpreting freely the detail of the day”. This was a way to actively participate for a week, day after day, to the advancements of the restoration works. The restorers continuously updated us, sending us pictures of the artwork and a report of their activities. The winners had the possibility to enter for free into the LoveItaly! event.  At the event, the 10 winners of the contest participated in a dedicated workshop on the restoration of the sarcophagus, held by prof. Antonella Basile, lecturer of the National Institute for Conservation and Restoration (ISCR), and supported by the students of the Institute and 10 bloggers. It was an exclusive “social media” tour of the Gallery, with a call to action for the evening, assisted by PhD Michela Santoro, LoveItaly!’s community manager. As a bonus the student and the blogger who wrote the most “liked” or “retweeted” post or tweet received a free ticket for the luxurious raffle that was held during the cocktail party.

LoveItaly! efforts are “dedicated to the preservation, promotion and appreciation of Italy’s unique cultural heritage and the world’s greatest living museum. The association is the first of its kind to support conservation projects throughout Italy”, and with this initiative their aim is to spread a general sense of belonging to the Italian cultural commons, the way LabGov always does for commons in general.

 

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LoveItaly é un’organizzazione senza fini di lucro il cui scopo é tutelare, promuovere e valorizzare il patrimonio culturale Italiano. L’associazione ha promosso il restauro del Sarcofago di età imperiale che si trova a Palazzo Corsini.                        LoveItaly!  ha creato un social contest che si è svolto dal 4 al 12 Dicembre ed i cui vincitori sono stati premiati con la possibilità di partecipare gratuitamente al cocktail di raccolta fondi per il restauro del sarcofago i cui beneficiari sono gli studenti e lo staff dell’ Istituto Superiore per la Conservazione ed il Restauro che si occuperanno del restauro.

 

Commons, Sharing economy and Collaboration: Our Future

Commons, Sharing economy and Collaboration: Our Future

On the 9th of December, professor Christian Iaione, LabGov coordinator, was guest of the event organized by FuturaTrento at Bookique , a literary cafè that became a place where experts and citizens can share their ideas through the word because ideas are instruments able to change reality.

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The main topic discussed was the sharing as a tool to promote the care and the regeneration of the commons. After all, how he said < a common good is a sharing good > that needed the alliance between institutions, that should have the duty of making the best conditions to administrate that resources, and communities, to survive.

The sharing is, also, at the heart of contemporary discussion about economic theory: from the sharing economy to the the pooling economy, a new economy composed of “collaborative economy”, sharing economy initiatives that foster peer-to-peer approach and/or involve users in the design of the productive process or transform clients into a community; and of “commons-based economy”, “open cooperativism”, “open platform cooperativism” for sharing economy initiatives that are collectively owned or managed, democratically governed, do not extract value out of local economies but anchor jobs, respect human dignity and offer new forms of social security.Recently, on December the 4th the Committee of the Regions adopted the opinion on sharing economy  written by Christian Iaione and Benedetta Brighenti, deputy major of Castelnuovo Rangone and Alternate Member of the Committee of the Regions ( COR ), with the collaboration of a team of researchers and practicioners.

All of these changes and new concepts are the symbol of this age of transition, characterized by the need of a new form of governance based on a strong partnership and collaboration between public, institutions, creative citizens and businesses.

This process of individuation of the appropriate governance tools is not so easy, but it is necessary for the local, regional, and national development. It is our future.

More information are available here:

MLOL – Provincia di Trento – Scheda media _Corriere del Trentino_

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Nella giornata del 9 Dicembre, il Professor Iaione ha partecipato al caffè dibattito Bookique, organizzato da FuturaTrento. Si è discusso di condivisione, beni comuni, sharing economy: i punti di partenza per riformulare la governance.