What’s happening in Centocelle?

What’s happening in Centocelle?

In June something interesting happened in Centocelle: LabGov organized two workshops with the local residents, with the aim of starting a collaborative process for taking care of the beautiful archeological park of Centocelle. The workshops were organized within the Co-Roma project, where LabGov is acting as a catalyst in the process of building collaborative practices for taking care of urban commons.

The first workshop took place on the 9th of June. The whole time was dedicated to the reciprocal knowledge in relation to the park. But what does it mean?

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The participants were invited to write down on post-its several things: first the values they associate to the park, then their competences. By clustering the post-its, our service designer Paola Santoro helped them summarizing their knowledges and their needs too. This activity showed that the participants are animated by those values: beauty, participation, education, love for culture and sport, respect and legality.

 

3The second workshop took place on the 22nd of June. This time the laboratory focused on actions: the participants were invited to think about – and to write down on post-its, of course – the actions they daily do in the park, the obstacles they run into trying to perform those actions, and the opportunities deriving from them. After the identification of actions, obstacles and opportunity, Paola and the participants of the workshop negotiated the priorities od those things they thought to.

 

The negotiation has been the very first moment of collaboration and shared decision! It has been a start point for a collaborative process focused on common objectives.

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The third workshop will took place on the 4th July, at 5 PM in Villa de Sanctis, Centocelle. It will be the last appointment before the summer break. The laboratory will then restart in September, but the work on field will never stop!


Nell’ambito del progetto Co-Roma, LabGov ha organizzato, nel mese di giugno, due workshop nel quartiere di Centocelle, finalizzati alla costruzione di un percorso di collaborazione per la riqualificazione del parco archeologico del quartiere. I partecipanti dei workshop, grazie alla mediazione della nostra service designer Paola Santoro, hanno avuto modo di conoscersi, di dare linee guida valoriali al processo, e di individuare azioni opportunità e rischi legati alla fruibilità del parco. Il prossimo appuntamento, l’ultimo prima della pausa estiva, sarà il 4 luglio alle 17.00 presso Villa de Sanctis.

 

La collaborazione civica, by Christian Iaione

La collaborazione civica per l’amministrazione, la governance e l’economia dei beni comuni” is an article written by LabGov coordinator, prof. Christian Iaione, and first published in L’Italia della Condivisione in 2015.

“In Italia i beni comuni sono ormai entrati nel lessico comune. La consapevolezza che gli italiani hanno maturato circa la rilevanza che rivestono e le criticità che presentano beni essenziali alla coesione sociale, tanto quanto allo sviluppo economico, è testimoniata dall’afflato partecipativo che ha caratterizzato i referendum del giugno 2011 su quelli che mediaticamente sono passati alla storia come i referendum per i “beni comuni”. Nella narrazione collettiva i beni comuni sono stati identificati nell’acqua, nell’ambiente e nella legalità. In realtà si trattava di quesiti referendari attinenti a “questioni domestiche” che non prendevano a riferimento la nozione scientifica invalsa a livello internazionale di “beni comuni” o “commons”. In molti hanno provato e provano a utilizzare ideologicamente questo concetto, producendo più danno che beneficio a chi cerca di studiare con metodo scientifico i beni comuni e forgiare gli strumenti tecnici necessari per fare dei beni comuni la base di ripensamento delle istituzioni sociali, economiche, politiche e amministrative. Ad ogni modo questa sensibilità generale verso i beni comuni non deve andare sprecata e per fare ciò occorre fermarsi a riflettere sulle forme e le condizioni di gestione, cura e tutela dei beni comuni. Il rischio è che l’espressione “beni comuni” divenga un’espressione di senso comune, ma priva di effettivo valore semantico e, soprattutto, di rigore scientifico, casella vuota che chiunque si sente legittimato a riempire con qualunque significato, vessillo ideologico inalberato da movimenti o manifesti più o meno condivisibili. Ma da dove si deve partire per gettare le fondamenta di una rigorosa e solida teoria scientifica dei beni comuni? Senza dubbio il primo problema da affrontare è quello definitorio. Quali sono i beni comuni? Quanti sono i beni comuni? Sul punto, in Italia si è sviluppata un’ampia e approfondita riflessione dogmatica su cosa debba ricomprendersi all’interno dell’orizzonte dei beni comuni volte a una ricostruzione giuridica del fenomeno dal punto di vista teorico o applicativo. Per costruire un solido paradigma teorico poggiante sulle fondamenta dei beni comuni occorre dotarsi anche di una nuova chiave di lettura del modello sociale ed economico oggi dominante e di infrastrutture giuridiche e amministrative a supporto di questo diverso metodo. In definitiva, lo studio dei beni comuni come categoria scientifica rappresenta una sfida intellettuale che richiede un metodo interdisciplinare, che deve per forza di cose partire dai risultati degli studi di Elinor Ostrom (insignita del Premio Nobel per l’economia nel 2009) e dei suoi allievi, senza però rinchiudersi in questo o quel recinto culturale o scientifico. Solo un simile sforzo intellettuale potrà candidarsi a fondare su basi solide e verificate dal punto di vista economico, giuridico e istituzionale, un nuovo paradigma, e quindi una società più giusta.”

If you are interested in this subject, please explore the full paper here.

Città e beni comuni, by Christian Iaione

Città e beni comuni” is an article written by LabGov coordinator, prof. Christian Iaioneand first published as a chapter of L’Italia dei beni comuni, a book published in 2012 by Carocci and co-authored by prof. Iaione and Gregorio Arena.

“Dove va una persona se vive in una città, non ha la fortuna di possedere un giardino e sente il bisogno di immergersi in un ambiente naturale, usufruire di tutti i servizi che uno spazio verde può fornire come correre, leggere un libro su un prato all’aria aperta, respirare aria mediamente più pulita? Come può quella persona nutrire la propria sete di relazioni sociali e incontrare persone nuove, diverse, ricche di esperienze e culture che non possiede? Dove può coltivare il proprio senso di appartenenza a una comunità, contribuire ad arricchire la sua identità con le proprie capacità e passioni, partecipare delle sue tradizioni? Quali sono le infrastrutture e i servizi che accrescono la qualità della vita urbana, mettono la persona in condizione di condurre un’esistenza degna di essere vissuta o la rendono più libera di muoversi e le consentono di condividere o coltivare stili di vita più coerenti con la propria sensibilità individuale e con quella di chi vive nel medesimo spazio di vita? Cos’è che determina il maggiore o minore valore economico o semplicemente estetico di una comunità sotto il profilo immobiliare? Tutte queste domande trovano una sola, identica risposta. Si tratta degli spazi e servizi urbani di interesse comune. Essi soddisfano numerosi bisogni del vivere in città perché sono funzionali al benessere delle comunità, come all’esercizio individuale dei diritti di cittadinanza: qualità della vita e del lavoro, socialità, mobilità, svago, condivisione, senso di comunità, possibilità di coltivare capacità e passioni sono tutte cose che risentono immediatamente della maggiore o minore qualità delle infrastrutture di uso collettivo che una città è in grado di mettere a disposizione dei propri abitanti. Purtroppo, però, vivono oggi un momento di profonda crisi. Una crisi determinata da due fattori. Si tratta in primo luogo del deficit e del declino degli spazi pubblici o collettivi tanto nelle periferie, quanto nelle aree centrali, tanto nel momento della loro infrastrutturazione, quanto in quello della loro manutenzione. Il secondo fattore di crisi risiede, invece, nella graduale disaffezione e disattenzione dei cittadini verso gli spazi pubblici urbani che sono percepiti come luoghi di nessuno (o al più dell’ente pubblico locale), anziché luoghi di tutti in quanto spazi comuni. E questo atteggiamento di spoliazione di titolarità e responsabilità da parte dei cittadini consente l’aggressione indisturbata e impunita di questi beni da parte di chi non riesce ad apprezzarne l’importanza per la vivibilità urbana e la coesione sociale. Sul primo versante, vincoli sempre più stringenti ai bilanci degli enti locali, imposti dalla disciplina comunitaria in materia di patto di stabilità e derivanti dalla dimensione del debito pubblico italiano, oltre alla riduzione dei trasferimenti statali conseguente all’aggravamento dei conti pubblici italiani a seguito della crisi finanziaria del 2008, hanno indotto gli enti locali a ridurre il proprio intervento a favore dei bisogni della comunità locali. La riduzione delle risorse pubbliche non ha riguardato solo i servizi alla persona, ma sta incidendo fortemente anche sull’ambiente urbano e, in particolare, sugli spazi pubblici. La crescente penuria di risorse pubbliche fa il paio con un sempre più diffuso disinteresse dei cittadini, in particolare quelli di più giovane età, verso la preservazione, la cura e il mantenimento dei luoghi di vita e aggregazione dove si svolge la vita comunitaria. In maniera speculare stentano a svilupparsi e diffondersi forme di responsabilizzazione nella fruizione e nella gestione dei servizi pubblici locali. Molto probabilmente questa disaffezione trova origine anche in una scarsa opera di educazione alla cittadinanza da parte delle istituzioni ma anche delle singole famiglie e della scuola. Eppure, nella costruzione del benessere urbano è decisivo il coinvolgimento degli attori principali dell’ecosistema urbano, e cioè gli stessi cittadini che usano e vivono la città. La “città ideale” per Lefebvre è, infatti, «una continua opera degli abitanti, essi stessi mobili e resi mobili per e da questa opera. […] Il diritto alla città si manifesta come una forma superiore di diritti: diritti alla libertà, all’individualizzazione nella socializzazione, all’habitat, all’abitare»”.

If you are interested in this subject, please explore the full article here.

LabGov in Turin to talk about Urban Visions

LabGov in Turin to talk about Urban Visions

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The theme of the 29th Salone Internazionale del Libro, which will take place from May 12th to May 16th,  is “Visions”. The protagonists of this book fair will be those who can look far and who can implement fairly impossible projects.

Urban Center Metropolitano Torino have organized, during the fair, a meeting about Urban Visions.

“Oltre il confine. Visioni di città” is a multi-voice debate about the future of Italian and european cities. The debate will focus on some crucial issues of our times: resilience, new economies, urban regeneration, civic care of Commons, new social and institutional models.

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The meeting will have two speakers talking about Urban Visions:

  • Antonio Calafati, urban economist, who will focus his speech on “visionary cities (in Europe)”
  • Christian Iaione, from LabGov, who will talk about “Co-Cities as (in)voluntary cities”

The debate will take place on Saturday 14th oh May, in the “Sala Arena Piemonte”.


 

LabGov a Torino per parlare di Co-Cities. Il coordinatore del progetto, Christian Iaione, sarà ospite di Urban Center Metropolitano Torino, durante il XXIX Salone Internazionale del Libro, per parlare di Co-Città.

Appuntamento sabato 14 maggio alla Sala Arena Piemonte.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LabGov a Torino per parlare di Co-Cities. Il coordinatore del progetto, Christian Iaione, sarà ospite di Urban Center Metropolitano Torino, durante la XXIX Fiera Internazionale del Libro.

Appuntamento sabato 14 maggio alla Sala Arena Piemonte.

IASC European Regional Conference, Bern 10-13 May 2016

IASC European Regional Conference, Bern 10-13 May 2016

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LabGov with professor Christian Iaione will take part in the next IASC conference!

The 4th European Regional Meeting of IASC will have place in Bern from the 10th to the 13th May with the following subject: “Commons in a ‘glocal’ world: global connections and local responses”. IASC (International Association for the Study of the Commons) was founded in 1989 to bring together multi-disciplinary researchers and policymakers, with the purpose of advancing the understanding and improving governance of common-pool resources.

This conference main goal is to provide a space to debate on the ongoing “glocal” processes, which are often not yet addressed in a systematic way. The conference aims at debating the impacts of external changes on the perception and evaluation of resources by actors related to the commons, and thus affecting the access to common-pool resources.

Since the importance of the conference subject, LabGov has decided to participate by submitting a paper in the B20 panel, which would like to examine the concept of Smart Cities in India, and contrast it with the advances that other countries made in redefining their concepts of urban commons.

The paper submitted by prof. Iaione, with the title “The Sharing, Collaborative, Cooperative City”, will be discussed within its panel on Wednesday 11th May. This paper aims at examining the concept of design elements of a smart city from people’s perspective, while generating a significant body of comparative empirical knowledge about sharing economies and their governance within global cities.

The conference will entirely take place in the Social Anthropology Institute of the University of Bern.

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LabGov a Berna per discutere di beni comuni. Il coordinatore del gruppo, il prof. Christian Iaione, è autore di un paper che sarà discusso all’interno della Conferenza Regionale Europea di IASC, che si terrà a Berna tra il 10 e il 13 maggio. La conferenza ha lo scopo di analizzare come i processi “glocal” del nostro tempo influenzino la percezione e dunque la gestione dei beni comuni.