Civic Collaboration as the legal principle of the administrative activities (ENGLISH version below)

Lunedì 17 giugno 2019 si è tenuto il convegno su “La collaborazione civica come principio generale dell’attività amministrativa” presso la Sala di Pompeo di Palazzo Spada, sede del Consiglio di Stato.

Il convegno ha costituito l’occasione per presentare il volume “La Co-Città. Diritto Urbano e Politiche Pubbliche per i Beni Comuni e la Rigenerazione Urbana”, a cura della professoressa Paola Chirulli e del professor Christian Iaione, edito da Jovene, 2018.

Il convegno è stato aperto dal prof. Claudio Rossano, Emerito di Istituzioni di Diritto Pubblico presso l’Università di Roma La Sapienza, che ha presieduto l’incontro. Egli ha affermato che “La partecipazione degli abitanti delle città all’amministrazione locale, prevista dalla Costituzione, presuppone nuove soluzioni amministrative”.

Nel primo panel i due autori del volume “La Co-città”, la professoressa Paola Chirulli de La Sapienza e il professor Christian Iaione della Luiss Guido Carli hanno effettuato una introduzione ai temi in oggetto al convegno. La professoressa Chirulli ha sottolineato la “Necessità di identificare una cornice normativa più stabile per le esperienze di gestione di beni comuni urbani e di collaborazione civica che sempre più si diffondono nelle città. Il professor Iaione ha ringraziato tutti coloro che hanno contribuito alla stesura del volume e all’attività di ricerca che, nelle sue parole è “engaged research, un modello di università impegnata con problemi reali”. Questa è la cifra caratteristica della ricerca che Luiss-LabGov porta avanti anche in collaborazione con la professoressa Sheila Foster e la Georgetown University di Washington DC. Il professor Iaione ha sottolineato che “Le città si stanno dimostrando un luogo perfetto di sperimentazione giuridica, che produce diritto per garantire diritti, forgiando strumento che raggiungano scopi sociali e di uguaglianza”.

Nel secondo panel sono intervenuti la professoressa Sheila Foster della Georgetown University e il professor Giovanni Moro della Pontificia Università Gregoriana di Roma e di FONDACA – Fondazione per la Cittadinanza Attiva. La professoressa Foster, che con il progetto Co-Cities con la Luiss e la Georgetown anima la terza/quarta missione dell’università e il modello di engaged research, richiamato precedentemente dal prof. Iaione, ha parlato di città intesa come un bene comune (The City as a Commons), intesa come infrastruttura abilitante, che crei opportunità per coloro che godono del right to the city e che favorisca la creazione di partnership pubblico-privato-comunità. La professoressa, con LabGov, sta provando a esportare l’approccio Co-Città negli USA (a New York e a Baton Rouge in Louisiana). Quello che con il professor Iaione sta portando avanti oramai da anni è un riadattamento per i contesti urbani dei principi di design elaborati dal premio Nobel per l’Economia Elinor Ostrom ( https://www.thenatureofcities.com/2017/08/20/ostrom-city-design-principles-urban-commons/). Il professor Moro si è soffermato invece sulla “sussidiarietà circolare come logica di relazione” elencando le sfide e le opportunità che per la pubblica amministrazione e le comunità derivano da questa logica. La PA si trova spesso, nelle sue parole, davanti a un soggetto comunitario che non sempre si coordina bene con questa. Questo è un elemento da tenere ben presente.

Il convegno su “La collaborazione civica come principio generale dell’attività amministrativa” è proseguito con il terzo panel, che ha visto intervenire Rosanna De Nictolis, presidente del Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia e Raffaele Bifulco, professore della Luiss di Diritto Costituzionale. La Presidente De Nictolis ha sottolineato come “Le amministrazioni locali dovranno saper cogliere le sfide connesse a partecipazione e cittadinanza attiva, sapendo sfruttare strumenti come il baratto amministrativo, strumento previsto dal codice dei contratti pubblici”. La Presidente De Nictolis ha quindi effettuato un excursus sul suddetto strumento del baratto amministrativo (o partenariato sociale), a cui ha dedicato una sezione del manuale “La Co-Città”. Il professor Bifulco invece ha ricordato come “La responsabilità etica e morale assume oggi importanza specialmente verso le future generazioni. Anche la tradizione giuridica inizia a ripensare i propri strumenti in termini di responsabilità intergenerazionale”. Il professor Bifulco ha analizzato il tema dei beni comuni urbani, partendo dal territorio, che dal 1800 è diretta manifestazione della sovranità statale, dello “Stato che decide cosa è pubblico e cosa è privato”, così anche nelle democrazie del ‘900 e in Italia come in molte delle discipline codicistiche europee. Nel corso del ‘900 avviene un qualcosa di nuovo, vi è una nuova consapevolezza che porta a ripensare la responsabilità etica e morale, che “Assume oggi importanza specialmente verso le future generazioni. Anche la tradizione giuridica inizia a ripensare i propri strumenti e le proprie categorie in termini di responsabilità intergenerazionale”. Il patrimonio comune dell’umanità è, secondo il professor Bifulco, una delle prime manifestazioni dei beni comuni nello scenario del diritto internazionale. La prospettiva intergenerazionale è fondamentale per intendere correttamente i beni comuni.

Nel corso del quarto panel sono intervenuti il professor Aristide Police e il professor Paolo Stella Richter. Il primo, partendo da una analisi del volume La Co-Città, degli esperimenti concreti (che forniscono robustezza agli elementi teorici) e degli strumenti in esso forniti ed analizzati (beni comuni come strumenti, baratto amministrativo, rigenerazione urbana, compresenza di intervento pubblico e privato), ha affermato che la “Differenziazione delle città è elemento di disomogeneità che non deve scoraggiare ma indurre a intervenire il privato laddove possibile. Esistono doveri e responsabilità dei privati nei confronti delle città”, mentre il secondo ha citato gli orti urbani e la cura degli spazi verdi collettivi come un qualcosa di cui tutti si appropriano per renderli aperti alla partecipazione di tutti. Il professor Stella Richter ha infatti ricordato come “In tempo di guerra gli spazi verdi divenivano di utilità comune e oggi questo fenomeno di gestione condivisa sta tornando manifestandosi negli orti urbani”. Per il prof. Stella Richter “Questa partecipazione attiva, cioè come tutti possono dare un apporto e l’amministrazione possa godere di tale apporto è tema dominante nel volume La Co-Città.” Egli ha concluso affermando che ”È bene comune non quello di proprietà comune ma quello che serve a tutti e il nostro compito è conservare e trasmettere il nostro territorio alle generazioni future”.

Prima delle conclusioni l’assessora Roma Semplice, Flavia Marzano, ha lanciato bilancio partecipativo #RomaDecide: 20 milioni messi a disposizione dei cittadini per la tutela del decoro urbano.

Ha concluso il convegno Veronica Nicotra, Segretario Generale dell’ANCI -Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, che ha affermato: “Da anni i comuni italiani, da sempre all’avanguardia, stanno lavorando sul tema dei beni comuni urbani, nonostante i forti tagli che sono stati effettuati sul comparto in questione. 
Oggi serve, nelle parole della dottoressa Nicotra, “Attività di disseminazione e promozione anche attraverso il mondo accademico delle esperienze in corso, un luogo come l’ANCI di supporto a queste esperienze, una cornice normativa al tema della collaborazione civica”.

Ha concluso il suo intervento assicurando che l’ANCI cercherà di “diffondere i contenuti del manuale Co-Città tra i comuni italiani”.

Grazie a tutti coloro che erano con noi in Consiglio di Stato in occasione del convegno e della presentazione del volume “La Co-Città. Diritto Urbano e Politiche Pubbliche per i Beni Comuni e la Rigenerazione Urbana” (http://www.jovene.it/schedaLibro.aspx?idLibro=39111&pagIndex=1).

ENGLISH VERSION

On Monday 17 of June 2019, a conference was held on “Civic collaboration as a general principle of administrative activity” at the Pompeian Hall of Palazzo Spada, the seat of the State Council.

The conference was an opportunity for the professors Paola Chirulli and Christian Iaione to present the book titled “La Co-Città. Urban Law and Public Policies for the Common Goods and Urban Regeneration ”, published by Jovene in 2018.

The conference was opened by  the prof. Claudio Rossano, Emeritus of Public Law Institutions at the University of Rome La Sapienza, who chaired the meeting. He stated that “the participation of city dwellers in the local administration, provided by the Constitution, presupposes new administrative solutions”.

In the first panel, the two authors of the volume “The Co-city”, namely Professor Paola Chirulli of La Sapienza University and the Professor Christian Iaione of Luiss Guido Carli University introduced the topics of the conference. Professor Chirulli underlined the “need to identify a more stable regulatory framework for the experiences of managing urban common goods and civic collaboration that are increasingly spreading in cities” while Professor Iaione thanked all contributors for the drafting of the volume and to the research activity which, in his words, is engaged research, which can be defined as the third mission of university namely “the commitment to real problems”.

This is the characteristic aspect of the research that Luiss-LabGov carries on also in collaboration with Professor Sheila Foster and Georgetown University in Washington DC. Professor Iaione emphasized that “Cities are proved to be a perfect place for legal experimentation, places that produce Law to guarantee rights, forging an instrument that achieves social and equality goals”.

The second panel was attended by Professor Sheila Foster of Georgetown University and Professor Giovanni Moro of the Pontifical Gregorian University of Rome and FONDACA – Foundation for Active Citizenship.

On her side, Professor Foster, co-founder of LabGov with Christian Iaione, from Georgetown University spoke about the “The City as a Commons”, intended as an enabling infrastructure, which creates opportunities and ensures the “right to the city” and which favors the creation of public-private-community partnerships. Sheila Foster, along with LabGov Georgetown, is trying to export the Co-City approach to the USA (in New York and Baton Rouge in Louisiana). With the Prof. Iaione, they are indeed carrying out research to re-adapt the principles of the Nobel Prize, Elinor Ostrom, to the urban context. Professor Moro focused instead on “circular subsidiarity as a logic of relationship”, listing the challenges and opportunities resulting from it, according to the public administration and communities. In his words, the PA often finds itself in front of a community subject that does not always coordinate well with this. This is an element to keep in mind.

The conference on “Civic collaboration as a general principle of administrative activity” continued with the third panel, which welcomed Rosanna De Nictolis, president of the Administrative Justice Council of the Sicily Region and Raffaele Bifulco, professor of Constitutional Law at Luiss University.

President De Nictolis pointed out that “Local administrations will have to know how to take on the challenges related to participation and active citizenship, knowing how to exploit instruments such as administrative bartering, an instrument envisaged by the code of public contracts”. The President De Nictolis then carried out an excursus on the aforementioned instrument of administrative barter (or social partnership), to which she dedicated a section of the manual “The Co-City”. Professor Bifulco instead recalled how “Ethical and moral responsibility assumes importance today especially towards future generations. Even the legal tradition begins to rethink its tools in terms of intergenerational responsibility ”. Professor Bifulco has analyzed the theme of urban common goods, starting from the territory, which since 1800 has been a direct manifestation of state sovereignty, of the “State that decides what is public and what is private”, so also in the democracies of the 20th century and in Italy as in many of the European codicular disciplines. According to Professor Bifulco, the common heritage of humanity is one of the first manifestations of common goods in the scenario of international law. The intergenerational perspective is fundamental to correctly understand the common goods.

Professor Aristide Police and Professor Paolo Stella Richter took part in the fourth panel.

The first, starting from an analysis of the volume La Co-Città, and notably of the concrete experiments (which provide robustness to the theoretical elements) and of the tools provided and analyzed (common assets such as instruments, administrative barter, urban regeneration, public participation and private), stated that the “Differentiation of cities is an element not  inducing homogeneity and which should not discourage but induce private individuals to intervene wherever possible. There are duties and responsibilities of private parties towards the cities “, while the latter cited urban gardens and the care of collective green spaces as something that everyone appropriates to make them open to everyone’s participation. In fact, Professor Stella Richter recalled how “in times of war, green spaces became of common use and today this phenomenon of shared management is returning to manifest itself in urban gardens”. For the prof. Stella Richter “Active participation, namely, how everyone can contribute and how the administration can enjoy this contribution is the dominant theme in the volume The Co-City.” He concluded by stating that “It is a common good not that of common ownership but that which is useful to all and our task is to preserve and transmit our territory to future generations”.

Before the conclusions the councilor from Rome Simple, Flavia Marzano, launched participatory budget #RomaDecide: 20 million made available to citizens for the protection of urban decor.

The conference was concluded by Veronica Nicotra, Secretary General of ANCI – National Association of Italian Municipalities, who said: “For years, Italian municipalities, which have always been at the forefront, are working on the issue of urban common goods, despite the heavy cuts that have been made on the sub-fund in question. Today it is useful, in the words of Dr. Nicotra, “Dissemination and promotion activities also through the academic world of ongoing experiences, a place like ANCI to support these experiences, a normative framework for the theme of civic collaboration”. He concluded his speech by ensuring that the ANCI will try to “disseminate the contents of the Co-City manual among Italian municipalities”.

Thanks to all those who were with us in the Council of State on the occasion of the conference and the presentation of the book “La Co-Città. Urban Law and Public Policies for Common Goods and Urban Regeneration”.